
Negli ultimi due anni il padel è esploso a Roma, e insieme ai campi pieni è arrivato anche un aumento netto di un problema preciso: il dolore al gomito. Non è un caso — il gesto tecnico del padel è quasi un identikit perfetto per infiammare questa zona.
Vediamo perché succede, come riconoscerlo, e cosa fare per continuare a giocare senza peggiorare la situazione.
Perché il padel mette a dura prova il gomito
Il colpo tipico del padel — soprattutto il dritto in contropiede e la volée bassa — richiede di frenare bruscamente il polso a ogni impatto, spesso con una racchetta rigida e poco ammortizzata rispetto a una racchetta da tennis. Il tendine estensore del polso, che si inserisce proprio sulla parte esterna del gomito, incassa quel contraccolpo centinaia di volte a partita.
Il risultato è la classica epicondilite laterale, quella che tutti conoscono come "gomito del tennista" — nonostante oggi, nei nostri studi, la vediamo molto più spesso in chi gioca a padel che in chi gioca a tennis.
Come riconoscerlo: non è solo "braccio stanco"
- Dolore preciso sulla parte esterna del gomito, non diffuso su tutto il braccio
- Peggiora stringendo qualcosa: la racchetta, una maniglia, una stretta di mano
- Compare o peggiora il giorno dopo la partita, non solo durante
- Con il tempo, inizia a dare fastidio anche in gesti semplici come sollevare una tazza
Se il dolore rimane localizzato lì ed è legato allo stringere, è quasi sempre epicondilite. Se invece senti anche formicolio alle dita o debolezza nella presa, vale la pena farlo valutare per escludere un coinvolgimento del nervo — argomento che trattiamo anche a proposito della sindrome del tunnel carpale.
L'errore più comune: continuare a giocare "tanto passa"
L'epicondilite non è un infortunio acuto che si ferma da solo con qualche giorno di riposo: è un problema da sovraccarico che, se ignorato, tende a cronicizzare. Continuare a giocare due-tre volte a settimana ignorando il segnale è il modo più sicuro per trasformare un fastidio di due settimane in un problema di sei mesi.
Come si tratta e quando si può tornare in campo
Il trattamento che funziona meglio combina terapia manuale locale per sbloccare la zona e un programma di carico progressivo (eccentrico e isometrico) sul tendine, che è oggi il gold standard per le tendinopatie da sovraccarico. In parallelo, guardiamo anche impugnatura e tensione delle corde della racchetta: spesso basta una regolazione minima per togliere gran parte dello stress dal gomito.
Con un percorso di fisioterapia mirata per gomito e polso la maggior parte dei giocatori torna in campo senza dolore in 6-10 sedute, spesso continuando a giocare durante il percorso, con qualche accorgimento sul carico. Per chi vuole anche prevenire ricadute lavorando su forza e gesto sportivo, può avere senso affiancare un percorso di preparazione atletica.
Siamo a Casal Palocco, in zona Roma sud-ovest, vicino a molti dei circoli di padel più frequentati del quadrante. Se il gomito ti sta condizionando le partite, prenota una valutazione. Ti rispondiamo in giornata.