
Ti svegli di notte perché l'anca ti fa male, proprio sul lato su cui sei sdraiato. Al mattino, i primi passi sono rigidi. Se ti sei riconosciuto, sappi che è un problema molto comune dopo i 40 anni — e non è "colpa dell'età".
Molto spesso non c'è nessuna artrosi dietro: a soffrire sono i tendini dei glutei, sul lato esterno dell'anca, sovraccaricati o poco allenati. Il problema si chiama in genere trocanterite, e con il percorso giusto si tratta bene.
Cos'è davvero la trocanterite
Sul lato esterno dell'anca c'è una sporgenza ossea, il gran trocantere, dove si attaccano i tendini dei glutei. Per anni questo dolore è stato chiamato "borsite", dando la colpa a una borsa infiammata. Oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi il problema riguarda i tendini del gluteo medio e piccolo, sovraccaricati o poco allenati: per questo si parla di tendinopatia dei glutei o, più in generale, di sindrome dolorosa del gran trocantere.
È più frequente nelle donne dopo i 40-50 anni, ma la vediamo anche in chi cammina o corre molto, in chi sta a lungo in piedi e in chi ha aumentato l'attività fisica troppo in fretta. Trovi la descrizione completa nella nostra pagina sul dolore all'anca.
Come riconoscerla
- Dolore sul lato esterno dell'anca, spesso puntiforme se premi con un dito
- Peggiora quando dormi su quel fianco, e a volte anche sull'altro
- Fa male salendo le scale o stando in piedi su una gamba sola
- Ti dà fastidio accavallare le gambe o alzarti dopo essere stato seduto a lungo
- Camminare a lungo o correre lo peggiora, soprattutto in salita
Se il dolore è invece più all'inguine, o compare soprattutto quando ruoti la gamba, può avere un'altra origine: la valutazione serve proprio a distinguere le due cose.
Cosa puoi fare da subito
Cambia la posizione di notte. Se dormi sul fianco, metti un cuscino tra le ginocchia: tiene l'anca allineata e toglie tensione ai tendini. Prova anche a dormire sull'altro fianco o supino.
Evita di accavallare le gambe e di stare "appoggiato" su un'anca. Sono posizioni che comprimono il tendine per ore, spesso senza che te ne accorga.
Non fermarti del tutto. Il riposo assoluto non risolve il problema: il tendine ha bisogno di carico graduale per riprendersi. Meglio camminare su superfici piane e per tempi brevi, che tenerti fermo.
Evita gli allungamenti aggressivi del gluteo. Tirare a fondo il muscolo può schiacciare ancora di più il tendine e far peggiorare il dolore. Una buona regola: se uno stretching aumenta il dolore sul fianco, smetti.
Perché il riposo da solo non basta
Un tendine che fa male si è di solito abituato a lavorare meno di quanto serve. Se lo lasci a riposo, il dolore può calmarsi qualche settimana e poi tornare alla prima camminata più lunga. La strada che funziona è rafforzare i glutei con un carico progressivo, dosato sulla tua situazione: né troppo poco né troppo.
Per chi cammina o corre, aggiungiamo un lavoro sul gesto e sull'appoggio: se corri ti può interessare la nostra clinica del running. Se invece non riesci a venire in studio ogni settimana, il fisio-coaching online ti permette di seguire il programma di esercizi a distanza, con controlli periodici.
Quando è meglio farsi vedere
Se il dolore dura da più di due o tre settimane, ti sveglia ogni notte o limita cammino e scale, non ha senso aspettare: prima si imposta il carico giusto, più breve è il percorso.
Vai invece dal medico subito se il dolore è comparso dopo una caduta o un trauma, se non riesci ad appoggiare il peso sulla gamba, se hai febbre o l'anca è gonfia e calda, o se il dolore è forte e costante anche a riposo e in qualunque posizione.
Ti segue Andrea Tiberi insieme al resto del team ProMove, a Casal Palocco, e ci raggiungono pazienti da tutto il quadrante: Ostia, EUR, Axa e Torrino. Se il fianco ti sta rovinando le notti, prenota una valutazione. Ti rispondiamo in giornata.